nel maggio dello scorso anno l’ex senatore Strano fu condannato in primo grado a due anni e due mesi di reclusione insieme all’allora sindaco di Catania Scapagnini (il medico–guru amico del premier) e altri 5 assessori della giunta: abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale per i contributi previdenziali concessi – guarda caso tre giorni prima delle elezioni comunali del 2005 – dal Comune di Catania ai dipendenti per i danni causati dalla cenere dell’eruzione dell’Etna nel 2002.
Insomma Strano ha un curriculum che non lascia indifferenti. Se n’è subito ricordato il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo – nelle scorse settimane alle prese con pasti e rimpasti della sua Giunta ballerina e perciò alla ricerca di tipi tosti – che si dev’esser rivisto su You Tube il filmato che mostra Strano in tutta la sua natura (e che il Nostro non è riuscito, finora, a far rimuovere minacciando You Tube e scrivendo una lettera di fuoco ma dall’italiano un po’ incerto all’autrice del Post) prima di chiamarlo nella sua nuova compagine di governo e dandogli naturalmente la delega al Turismo: chissà, almeno saprà come promuovere i prodotti tipici dell’Isola, il salame di Sant’Angelo di Brolo, il cacio ragusano e via – avrà pensato Lombardo.
Ma Strano però, forse per il colesterolo alto, ha abbandonato i salumi per una nuova e più conveniente passione: le coste siciliane. Ché ce n’è ancora qualche tratto sperduto scampato alla solita colata di cemento dell’invincibile lobby dei palazzinari sempre pronti a elargir danari. Così Strano ma vero ecco la sua crociata già divampata: “Voglio incontrare i sindacalisti e le associazioni ambientaliste per ridiscutere l’attuale divieto a costruire entro i 150 metri dalla costa(…) Bisogna capire quali siano le ragioni del vincolo, senza escludere la possibilità di variare questo parametro.” – ha dichiarato qualche giorno fa. Ché dà fastidio il divieto (anche se abbondantemente ignorato) di costruire entro i 150 metri (prima erano 300) dalla costa e bisogna arrivare a una modifica della norma grazie alla quale “sarà possibile ridurre ulteriormente la distanza dal mare, se sarà ritenuto opportuno o, al contrario, a seconda dei casi, aumentarla – chiosa Strano – ma costruire non è sempre negativo, pensiamo al Colosseo” (…).
nel maggio dello scorso anno l’ex senatore Strano fu condannato in primo grado a due anni e due mesi di reclusione insieme all’allora sindaco di Catania Scapagnini (il medico–guru amico del premier) e altri 5 assessori della giunta: abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale per i contributi previdenziali concessi – guarda caso tre giorni prima delle elezioni comunali del 2005 – dal Comune di Catania ai dipendenti per i danni causati dalla cenere dell’eruzione dell’Etna nel 2002.
Insomma Strano ha un curriculum che non lascia indifferenti. Se n’è subito ricordato il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo – nelle scorse settimane alle prese con pasti e rimpasti della sua Giunta ballerina e perciò alla ricerca di tipi tosti – che si dev’esser rivisto su You Tube il filmato che mostra Strano in tutta la sua natura (e che il Nostro non è riuscito, finora, a far rimuovere minacciando You Tube e scrivendo una lettera di fuoco ma dall’italiano un po’ incerto all’autrice del Post) prima di chiamarlo nella sua nuova compagine di governo e dandogli naturalmente la delega al Turismo: chissà, almeno saprà come promuovere i prodotti tipici dell’Isola, il salame di Sant’Angelo di Brolo, il cacio ragusano e via – avrà pensato Lombardo.
Ma Strano però, forse per il colesterolo alto, ha abbandonato i salumi per una nuova e più conveniente passione: le coste siciliane. Ché ce n’è ancora qualche tratto sperduto scampato alla solita colata di cemento dell’invincibile lobby dei palazzinari sempre pronti a elargir danari. Così Strano ma vero ecco la sua crociata già divampata: “Voglio incontrare i sindacalisti e le associazioni ambientaliste per ridiscutere l’attuale divieto a costruire entro i 150 metri dalla costa(…) Bisogna capire quali siano le ragioni del vincolo, senza escludere la possibilità di variare questo parametro.” – ha dichiarato qualche giorno fa. Ché dà fastidio il divieto (anche se abbondantemente ignorato) di costruire entro i 150 metri (prima erano 300) dalla costa e bisogna arrivare a una modifica della norma grazie alla quale “sarà possibile ridurre ulteriormente la distanza dal mare, se sarà ritenuto opportuno o, al contrario, a seconda dei casi, aumentarla – chiosa Strano – ma costruire non è sempre negativo, pensiamo al Colosseo” (…).